Gita a Padova
GITA A PADOVA 21 APRILE 2026
Il 21 aprile 2026 un bel gruppo di 34 Maestri del Lavoro e Amici ha visitato la città di Padova.
Appena scesi dal pullman, siamo stati accolti da una splendida giornata di sole e dalla guida Paola, che ci ha subito accompagnati verso uno dei luoghi simbolo della città: Prato della Valle. una grande piazza ellittica che non è soltanto la maggiore piazza padovana ma una delle piazze più vaste d'Europa (88.620 mq).
La piazza è caratterizzata da una grande isola verde centrale, l’Isola Memmia, circondata da un canale ornato da statue di celebri personaggi del passato: delle 88 previste dal progetto originario, oggi se ne possono ammirare 78. Quattro viali attraversano il Prato tramite piccoli ponti e convergono verso il centro dell’isola. L’intera sistemazione, ispirata ai giardini patrizi veneti, rappresentò un’innovativa soluzione urbanistica di gusto neoclassico.
Proseguendo tra le vie della città, siamo arrivati alla Basilica di Sant’Antonio.
Comunemente chiamata Il Santo, la Basilica di Sant’Antonio è il monumento religioso principale di Padova e una delle più grandi chiese del mondo. Annualmente è meta di pellegrinaggio di oltre 6,5 milioni persone, che ne fanno uno dei santuari più venerati del credo cristiano.
La costruzione della Basilica iniziò nel 1232 per ospitare la tomba del frate francescano Antonio e sorge nel luogo ove già dal 1110 esisteva una chiesa dedicata a Maria. Nel 1229 era già nato accanto alla chiesetta il convento dei frati, fondato probabilmente dallo stesso Sant’Antonio. L’attuale Basilica è l’esito di tre ricostruzioni, succedutesi nell’arco di una settantina d’anni, dal 1238 al 1310.
Benché non sia noto l’architetto che la progettò, la sapiente combinazione degli stili non solo romanico e gotico, ma anche bizantino e moresco, ha dato vita ad un’opera del tutto originale che rappresenta un vero e proprio capolavoro. Per quanto riguarda gli interni il fulcro di maggiore interesse, specialmente per devoti e devote, è la Cappella delle Reliquie.
Terminata la visita alla Basilica, abbiamo pranzato presso il ristorante “L’isola di Caprera“, situato nel centro storico, dove abbiamo potuto gustare piatti della cucina tipica.
Non poteva non mancare la sosta al Caffè Pedrocchi, che è uno dei caffè storici più famosi al mondo e un simbolo imprescindibile di Padova.
E’ stata un’esperienza unica assaggiare il celebre caffè Pedrocchi: un espresso 100% arabica servito con un’emulsione di panna fresca e menta, completato da una spolverata di cacao amaro.
Progettato dall’architetto Giuseppe Jappelli e inaugurato nel 1831, il Caffè Pedrocchi fu concepito dal proprietario Antonio Pedrocchi con l’ambizione di essere il “Caffè più bello della Terra”. Storicamente noto come il Caffè senza porte perché fino al 1916 restava aperto giorno e notte offrendo rifugio e accoglienza a chiunque senza distinzione di ceto sociale, ancora oggi, nella Sala Verde, è possibile sedersi per leggere il giornale o riposare senza l’obbligo di consumazione. La Sala Rossa è il cuore pulsante del locale, caratterizzato dal bancone marmoreo a forma ellittica con zampe leonine. La Sala Bianca legata alla storia del risorgimento. Il Piano Nobile è un capolavoro di eclettismo ottocentesco.
Il tessuto urbano di questa città mescola l’eleganza medievale con l’energia di una delle Università più antiche del mondo e pertanto dopo la sosta al Caffè Pedrocchi, la guida ci ha condotti al Palazzo del Bo, storica sede dell'Università degli Studi di Padova dal 1493 e tuttora è sede del rettorato e della Scuola di Giurisprudenza, nonché del Teatro anatomico più antico del mondo.
La sede storica dell'Università di Padova, ospitò personaggi illustri, come Galileo, Copernico, Papa Sisto IV, Stefan I Bathory (re di Polonia), Ippolito Nievo, Giovanni Battista Morgagni (fondatore dell'anatomia patologica) e William Harvey (che con quanto appreso nel corso dei suoi studi a Padova scoprì la circolazione del sangue).
L’Università viene popolarmente chiamata il Bo perché realizzata inglobando un antico albergo che aveva appunto il bue come insegna (hospitium bovis) trovandosi accanto ad alcune macellerie.
I primi documenti accademici risalgono al 1222, anche se non si può dare una data certa alla fondazione, in quanto nacque come “Universitas Studentium”, aggregazione spontanea di studenti e docenti.
Entrando dalla Porta della Vacca troviamo il cortile nuovo, ristrutturato tra il 1939 e il 1945. Il Cortile Antico, sovrastato dall'alta torre medioevale dell'orologio, è un elegante chiostro cinquecentesco che fu attribuito ad Andrea Moroni, ma assegnato da altri al Sansovino.
Il cortile, l'atrio, le scale, le logge e le sale sono completamente rivestiti all'interno da stemmi collocati da studenti e professori che frequentarono l'Ateneo dal 1542 al 1688. Dalla loggia superiore possiamo accedere alla Sala delle lauree di Medicina, del XIV secolo.
Abbiamo proseguito la visita della città ricca di portici che offrono riparo e fascino in ogni stagione fino ad arrivare a Piazza delle Erbe che è il cuore storico e commerciale della città, situata all'ombra del medievale Palazzo della Ragione. La piazza, arricchita da botteghe storiche, bar e da una fontana centrale del 1930, la sera diventa un punto di ritrovo popolare dove gustare aperitivi con spritz e cicchetti.
Proseguendo per la Cappella degli Scrovegni, con la guida abbiamo fatto una breve visita alla Chiesa degli Eremitani.
La chiesa dei Santi Filippo e Giacomo degli Eremitani, denominata anche semplicemente Chiesa degli Eremitani, si presenta oggi come una vera e propria storia della pittura murale padovana del Trecento, essendo stata all’epoca tra le chiese più ornate di affreschi di tutta la città.
Per concludere nel migliore dei modi questo interessante percorso, siamo arrivati alla tappa più ambita: la visita alla Cappella degli Scrovegni, capolavoro assoluto dell’arte occidentale.
Affrescata da Giotto tra il 1303 e il 1305, fu commissionata dal ricco banchiere Enrico Scrovegni per espiare i peccati di usura della famiglia. L'edificio è celebre per il suo cielo stellato e l'immensa rivoluzione pittorica.
Originariamente cappella privata, dedicata a Santa Maria della Carità, oggi è un museo civico Patrimonio Unesco: i dipinti all'interno della cappella degli Scrovegni diedero il via a una rivoluzione pittorica che si sviluppò in tutto l'arco del Trecento e che influenzò la storia della pittura.
Il ciclo di affreschi si sviluppa lungo le pareti con una lettura logica e visiva ben precisa:
• Le storie sacre: disposte su tre registri sovrapposti, narrano la storia della Salvezza partendo dalle Storie di Gioacchino e Anna, passando per le Storie di Maria, fino alle Storie di Cristo.
• Vizi e Virtù: nella fascia più bassa, Giotto dipinse quattordici figure allegoriche monocrome (simulanti il marmo) che rappresentano sette Vizi e sette Virtù contrapposte, tra cui spiccano l'Invidia e la Giustizia.
• Il Giudizio Universale: domina l'intera controfacciata. Al centro trionfa il Cristo Giudice, affiancato dagli Apostoli, mentre sotto di lui si dividono la spettacolare rappresentazione del Paradiso e dell'Inferno con l’inquietante rappresentazione di Satana.
Dopo l’emozionante visita alla Cappella degli Scrovegni abbiamo percorso alcune storiche vie, ricche di architetture di pregio, che collegano il cuore antico della città con l’area meridionale per tornare al maestoso Prato della Valle, a conclusione di questa splendida giornata.