Visita Iren Pad di Mancasale
Mancasale Reggio Emilia, 13/05/2026
Visita Depuratore IREN PAD del 13 maggio 2026
PARCO ACQUE DEPURATE
PAD DI MANCASALE
Nella giornata del 13 maggio, organizzata dal MdL Mauro del Rio, un gruppo di 25 persone composto da Maestri e Amici dei Maestri si è recato in visita ad un’opera molto importante per la nostra provincia: il Depuratore di Mancasale.
Si tratta del primo impianto in Emilia Romagna per il trattamento terziario avanzato e il riuso delle acque reflue a fini agricoli.
Siamo stati ricevuti dal Responsabile del sito e da un suo collaboratore che ci hanno illustrato la storia del Depuratore, il suo funzionamento e l’importanza che lo stesso ha per le nostre eccellenze territoriali: la disponibilità costante di risorse idriche è infatti fondamentale per irrigare i vigneti (produzione del lambrusco) e per i campi coltivati a foraggio per l’alimentazione animale (produzione del latte per il parmigiano reggiano).
Il Console Gian Nicola Castiglione ha ringraziato per l’ospitalità ed ha illustrato l’Associazione Maestri del Lavoro e il ruolo che la stessa svolge nella società e fra le nuove generazioni nelle scuole.
Prima di iniziare la visita della vasta area di lavorazione ci è stato illustrato, con l’aiuto di slides, il processo di depurazione delle acque reflue che si realizza all’interno delle vasche dove i diversi trattamenti si susseguono per consentire la restituzione dell’acqua depurata all’ambiente.
Nell’impianto di Mancasale entrano le acque delle reti fognarie “miste” della città di Reggio Emilia e dei Comuni di Albinea e Bagnolo in Piano (mediamente circa 2.500 m3 l’ora). Sono serviti dall’impianto oltre 172.000 Abitanti equivalenti composti sia da utenze domestiche che produttive.
Il depuratore si compone di due linee: la “linea acque”, che si occupa del trattamento di depurazione, cioè griglia, depura e, nel caso, affina le acque già depurate prima di rimetterle nei canali irrigui, e la “linea fanghi e gas” che si occupa di trattamento, trasformazione e smaltimento dei fanghi, cioè del materiale che deriva dalle diverse fasi della depurazione.
La sala di telecontrollo, attiva 24 ore su 24, verifica il corretto funzionamento dell’impianto e i suoi parametri funzionali 365 giorni l’anno.
La Linea Acqua
L’acqua reflua collettata dalle fognature urbane viene sottoposta alla grigliatura primaria, tramite un sistema a maglie larghe 3 cm, che blocca i materiali di grosse dimensioni, denominato vaglio, che viene avviato a smaltimento.
Attraverso delle viti idrauliche, l’acqua viene sollevata sino a una quota di circa +7 metri, cosicché essa si sposterà per gravità in tutto il resto dell’impianto, senza dover ricorrere a pompe. Nei momenti di picco di portata, l’acqua reflua in eccesso viene eventualmente convogliata in una vasca di equalizzazione.
L’acqua sollevata passa attraverso una seconda griglia di filtraggio, a maglie larghe 3 mm, che trattiene il vaglio di dimensioni più ridotte. Al fine di procedere alla dissabbiatura, ovvero alla separazione delle sostanze sospese, il flusso dell’acqua viene rallentato e convogliato in un vasca di decantazione, ove, tramite insufflazione di aria, la sabbia si deposita sul fondo. Contemporaneamente avviene il processo di disoleatura ossia la rimozione meccanica degli olii e dei grassi che emergono in superficie.
A questo punto, l’acqua è pronta per la sedimentazione primaria, che avviene in vasche a forma circolare: l’acqua esce radialmente dal centro della vasca e, poiché si muove a bassa velocità, il particolato si deposita sul fondo. Contemporaneamente un braccio meccanico compie un lento movimento rotatorio attorno ad un perno centrale per rimuovere i fanghi, sedimentatisi alla base, spingendoli verso il centro ove vengono incanalati in un percorso autonomo.
L’acqua in superficie, ora più pulita, viene convogliata nel comparto biologico ove si passa alla fase di depurazione biologica tramite microrganismi. Si tratta di un processo naturale che consente di eliminare gli elementi ancora presenti nell’acqua, come azoto, fosforo e carbonio. L’impianto di Mancasale utilizza i fanghi attivi o biologici come mezzo per la rimozione dell’inquinamento, ovvero microrganismi che ossidano e degradano la sostanza organica. I fanghi attivi presenti sono di tipo sia aerobico che anaerobico (con o senza ossigeno).
Il refluo trattato entra poi nei sedimentatori secondari che hanno un funzionamento analogo ai sedimentatori primari e svolgono la funzione di separare i fanghi biologici, che si depositano sul fondo della vasca, dall’acqua.
Nei mesi estivi quando vi è richiesta irrigua, al fine di venire in sostegno delle necessità agricole, grazie all’impianto di Mancasale circa 1.680 m3/ora di acqua vengono ulteriormente depurati da altri inquinanti quali tensioattivi, oli minerali e batteri ed utilizzati per irrigare le colture. Per essere utilizzate a scopi irrigui, infatti, le acque devono rispondere a 60 parametri che ne determinano la qualità. Questo risultato è ottenuto da tre processi automatizzati: il filtraggio a sabbia (filtrazione rapida multistrato), il trattamento con perossido di idrogeno e l’irraggiamento a basso dosaggio di UV. L’acqua così trattata viene convogliata nel canale Pistarina per poi riversarsi a gravità nella rete dei canali del Consorzio di Bonifica che ne cura la distribuzione. Si tratta di circa 6 milioni di metri cubi. L’acqua depurata, sfiorando dalle canalette, prosegue il suo corso verso l’uscita finale.
Completato il ciclo di depurazione, l’acqua viene convogliata nel canale Tassone per poi essere restituita al fiume Po.
Linea fanghi e gas
I fanghi provenienti dalla sedimentazione primaria e secondaria vengono avviati agli ispessitori statici e dinamici per ridurre la quantità d’acqua presente in essi. Il fango ispessito viene convogliato dopo essere stato riscaldato, all’interno dei digestori, dove, grazie a dei microrganismi detti metanogeni, viene trasformato in un prodotto stabilizzato creando una componente gassosa. Il biogas così prodotto, composto principalmente da metano, viene stoccato all’interno del gasometro dove dapprima viene utilizzato per riscaldare il fango, e poi inviato al cogeneratore per produrre energia elettrica.
Dai digestori, i fanghi, vengo avviati a post-ispessitori per poi essere inviati alla disidratazione meccanica (centrifuga). Questo macchinario separa ulteriormente la parte liquida da quella solida portando il fango ad una consistenza (fango palabile) tale da poter essere immagazzinato in un’area di stoccaggio apposita. Tale prodotto viene poi utilizzato come ammendante per l’agricoltura.
Obiettivi primari dell’impianto di Mancasale di acqua recuperata ogni anno.
• Depurare l’acqua reflua collettata dalle fognature e prodotta sia da utenze civili che industriali, rimuovendo oltre alle parti solide (vaglio e sabbie) carbonio, azoto e fosforo.
• Depurare le acque reflue a scopo irriguo. L’acqua della rete fognaria è una risorsa.
• Migliorare la qualità delle acque superficiali.
• Ridurre consumi energetici e chemicals per il funzionamento dell’impianto.
• Ridurre le emissioni di CO2.
La visita è stata molto apprezzata dai partecipanti e ha permesso di gettare le basi per una futura collaborazione con Iren nell’ambito del “Progetto Scuola” promosso dai Maestri del Lavoro.